il mio secondo angelo custode

A te che avevi i sorrisi degli anni giovani
quando le brine oltre il vetro cominciavano a spezzarsi negli inverni
come unghie curate tra i pensieri del trucco..

e le palpebre che la domenica mattina non si schiudevano per il sonno...
e quelle voci festanti e sconosciute della sera prima
disperse, perdute, tra i frastuoni rotti nel caos e nel traffico,
così lontane dal calore delle carezze di una madre ancora assorta dal tuo sogno
di un'onda del mare, di un fiocco di neve, di un abito bianco...

e quegli specchi pieni zeppi di futuro e di quel senso di precarietà,
rifugio ideale degli sguardi che avresti concesso solamente
a chi avrebbe scardinato di sogni e di fantasia
i gangli dorati della tua anima e delle tue parole più vere...

Eppure mi ritrovo qui, incastrato con l'occhio nell'occhio della vita
ad immaginare come sia stato il tuo ultimo sospiro giovane,
l'attimo che ha segnato nel silenzio l'eco dell'ultimo battito,
quello in cui la speranza di cavalcare i giorni e le notti in eterno,
diventa solo oblio,
e la moltitudine di gente intorno,
un corteo rapito dalle lacrime e privato della speranza di te viva...

adesso sono qui, a rivendicar parole di chi non ho mai conosciuto
a cercare di trovare quel filo assurdo e misterioso
che ha legato quell'eco funesto e roboante di morte
all'alba cristallina e gaudiosa della mia seconda piccola vita

Chiedo venia, se puoi... se mi ascolti, se mi vedi,
se vegli ancora su questo teatro di inutilità
dal pascolo quieto delle anime elette.
Chiedo venia se ho osato accostare
l'ultimo passo della tua breve corsa
al mio primo balzo verso la rincorsa

Ma su questo cuore di gommapiuma e scoglio
mai nessun maestrale avverso sarà tanto domo da piegarsi,
mai nessuna pioggia sarà capace di trascinarsi nel limbo delle tempeste
il senso del gesto solitario di cui mi hai fatto dono

La moneta di cui sono capace ora
per restituire pace lì dove il silenzio ha seminato dolore e vuoto,
risuona come una preghiera antica, sussurrata a mezza voce,
tra le parole che non sarei mai riuscito a dirti
e quelle che hanno imparato ad incastonarti nel ricordo:

Respirerò ancora i tuoi respiri
Sorriderò ancora i tuoi sorrisi
Vivrò nel tempo dei tuoi battiti infiniti...

Grazie ancora, chiunque tu sia stata.

Commenti

Anonimo ha detto…
che bel pensiero rodo.. solo da te potevano venire queste parole bellissime..
continuerai a vivere un pezzo della sua vita.. e viceversa..
bacino..

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